LE STORIE DI CRIZIA
Villa Meroni - Barzi



1 - Una gita in riva al fiume

Qualche giorno ero con gli amici in gita alla periferia della città, dove c'è un fiume che si inoltra piacevolmente nella campagna. Il nostro luogo di ritrovo preferito è sempre stato, in particolare, una spianata sulla riva di un'ansa del fiume che lì si allarga, creando una zona ideale per gli appassionati di canottaggio .

La riva erbosa che degrada dolcemente verso l’acqua, molto comoda per calare in acqua le barche, è ombreggiata da un gruppo di alberi frondosi che fanno parte del parco di una vecchia villa, visibile poco lontano, circondata da una monumentale recinzione. Un alto muro di pietra, purtroppo invaso come tutto il resto dall'edera e dalle erbacce.

2 - Una villa abbandonata

Dopo una giornata di intensa attività con le barche, ci stavamo riposando, chiacchierando e facendo merenda, seduti sull'erba e godendoci il fresco sotto gli alberi. Che posto magnifico!
I ragazzi discutevano animatamente sull'organizzazione delle prossime gare di canottaggio ... bisogna modificare lo statuto del Club ... quanto sarebbe bello avere una rimessa fissa per le barche per evitare di portarle e riportarle ogni volta ...

Insomma, le voci dei ragazzi riempivano l'aria, ma io avevo smesso in fretta di ascoltarli, incantata dalla bellezza del posto, dalla leggerezza dell’aria e dal profumo dell’erba.
Io vado  matta per queste cose, così mi  godevo il momento e guardavo quello che c’era intorno.
In particolare sono sempre stata affascinata dalla vecchia villa che faceva capolino oltre il muro ed era visibile attraverso la vecchia e imponente cancellata che dava verso il fiume. Da quella parte le finestre erano chiuse da vecchie imposte scolorite, che osservavano mute verso di noi ragazzi.

Chissà chi ci abitava ... e quante vite saranno trascorse tra quelle mura vedendo crescere quegli stessi alberi. Quante storie potrebbero narrare quelle vecchie finestre.



3 - Vecchie mura, tante vite

Alcune delle mie amiche stavano giocando a frisbee vicino alla rete. Poco dopo, ovviamente, il frisbee finì oltre la recinzione  a causa di un lancio sbagliato. Io mi offrii subito di andare a recuperarlo, correndo verso il vecchio cancello sul retro prima che le altre potessero fermarmi. Era un’ottima occasione per vedere più da vicino la villa, non vi pare?

Non andare, Crizia, magari la casa è stregata! - Le mie amiche avevano sempre delle strane manie!

Io ero praticamente già entrata: la catena era solo posata tra le sbarre e, appena l’avevo sollevata, il cancello si era aperto facilmente e da solo, spinto dal suo stesso peso.

Per me fu come entrare in una macchina del tempo.
Il giardino, che doveva essere un tempo ben curato, era invaso dalle erbacce tra le quali, però, si intravedeva ancora la ghiaia bianca e regolare che una volta ornava i vialetti.



Il frisbee era atterrato sul ramo basso di un grande platano vicino ad una delle ali della villa, forse una vecchia scuderia, la cui facciata a porticato era interamente coperta dall'edera.
Nulla si muoveva, eppure la villa non appariva del tutto abbandonata. Alcune finestre erano spalancate e tutta la casa sembrava guardarmi con occhiaie vuote e vagamente minacciose.


4 - Il mistero della vecchia signora

Sentendomi improvvisamente un'intrusa, recuperai il frisbee e stavo per andarmene in fretta quando, voltandomi per un’ultima occhiata, mi accorsi di una figura scura, apparsa sotto il portico.
Confesso che trasalii con il cuore a mille!


Ma non era un fantasma. Guardandola meglio, vidi che si trattava di una donna, una vecchia signora con i capelli candidi e un bell'abito di stile antico che, in piedi in equilibrio precario vicino ad una colonna del portico, mi stava osservando con espressione incantata.
Mormorando delle scuse, mi avvicinai avvicinò mostrando il frisbee, ma, arrivando vicino alla signora ecco che questa si scosse fissandomi come se mi vedesse per la prima volta.
- Ciao, figliola. Sei venuta per portarmi via?
Io la guardai perplessa, senza sapere cosa dire. La signora anziana doveva essere la proprietaria della villa – pensai – allora non era vero che era disabitata. Che portamento elegante. Una volta doveva essere una donna bellissima. Adesso però appariva smarrita e, anzi, decisamente spaventata.
- No, signora. Mi scusi, ma il frisbee era caduto di qua e allora...ma me ne vado subito.
Ma prima che potessi voltarmi e andarmene, la signora mi afferrò per un braccio, guardandosi intorno preoccupata e parlandomi con un sussurro ansioso. La sua mano mi stringeva così tanto da farmi male. Sembrava un artiglio.
- Vogliono portarmi via. Ma io non ci voglio andare. Io voglio restare qui.
- Chi la vuole portar via? Dove dovrebbe andare? –  non seppi trattenere la curiosità, anche se il braccio, adesso, mi faceva proprio male.
Ma la donna sembrava quasi non vedermi più e, abbassando la testa, continuava a ripetere il suo ritornello.
- Non lo so, dove. Ma io non ci voglio andare.
Poi, prima che potessi nuovamente rispondere, quella vecchia signora mi liberò dalla sua presa e mi spinse via bruscamente, sempre guardandosi intorno spaventata.
- Vai adesso, vai! Se ci trovano qui si arrabbia. Io devo stare dentro. Vattene!



Io non aspettavo altro e, velocemente, attraversai il giardino raggiungendo nuovamente la riva del fiume. I miei amici mi accolsero impazienti, ma nessuno si accorse dell'emozione che continuava a pervadermi e che mi faceva quasi tremare. Chi sarà stata quella vecchia signora? E cosa avrà voluto dire? Qualcuno voleva forse farle del male? E se è così, come evitarlo?
Riprendendo il mio sangue freddo, decisi di indagare per saperne di più.

5 - Un’indagine delicata
Nei giorni seguenti, Interrogando i commercianti dei negozi della zona,  ricevetti notizie contraddittorie: la casa era chiamata Villa Meroni-Barzi, per la famiglia del giudice Gilberto Meroni che l’aveva prima comprata dai Barzi, che l’avevano costruita nel 700, e poi abitata per più di cento anni. Dietro alla villa c’era una vasta proprietà terriera fatta di campi e vigneti di valore che, nel corso degli anni, avevano dato lavoro a molti mezzadri e contadini. Morto il giudice in tarda età, la proprietà aveva perso molto valore, le vigne e i campi rendevano sempre di meno, e alla villa era rimasta solo la moglie, insieme con un vecchio giardiniere che, nonostante fosse ormai anziano anche lui, cercava di mantenere almeno il bel parco alla gloria di un tempo. Ma non c'erano più tanti soldi.

E poi lo sapevano tutti che la signora Meroni aveva perso la testa quando era rimasta sola. Da allora non c'era più da fidarsi di quello che diceva o faceva.


Secondo il droghiere all'angolo la villa adesso era deserta. Il vecchio giardiniere era stato licenziato l'anno scorso e poi anche la signora doveva essersi trasferita, perché non si vedeva più in giro da tempo.
Da un pezzo, infatti, nessuno faceva più le spese nei negozi intorno.

Il fruttivendolo era quasi certo che la villa era in vendita. Due giorni prima si era visto l'amministratore (l'ex assistente del giudice Meroni) aggirarsi nella proprietà con un famoso costruttore del luogo.
Visto come stavano le cose, decisi di fare il grande passo andando a suonare all'ingresso della villa.

Il campanello risuonò a lungo, eppure in casa c’era di sicuro qualcuno: lungo il vialetto infatti era parcheggiata una grossa Mercedes che due giorni prima non c’era di sicuro. Forse apparteneva proprio all’amministratore

Finalmente venne ad aprire un uomo di mezza età, vestito grigio con giacca e cravatta. Sì, doveva essere proprio lui. Avvicinatosi al cancello con fare sospettoso, rispose scorbutico quando chiesi di vedere la signora Meroni.

- La signora è partita due mesi fa – dichiarò l’amministratore molto seccato e sbrigativo – e starà via molto tempo. Attualmente la villa è deserta.

Poi se ne andò voltandomi le spalle..
Però, adesso, di fronte alla manifesta bugia dell'amministratore, avevo la certezza che c'era sotto qualcosa di losco.


6 - Non mi arrendo facilmente

- Mettete insieme tutti gli indizi - insistei con i miei amici radunati per l'occasione (Gipsy, Lara, Paolo e anche Filippo, il capo del gruppo dei canottieri).


- E’ evidente che l'amministratore sta tramando qualcosa. Sta facendo credere a tutti che la signora Meroni è partita anche se non è così! L'ho vista io stessa due giorni fa. A che scopo altrimenti licenziare il vecchio giardiniere che, lo dicono tutti, faceva il suo lavoro anche senza essere pagato?
E poi smettere di fare spese nei dintorni! Scommetto che le porta da mangiare da chissà dove per non far capire che la villa è ancora abitata. E le parole della stessa signora Meroni che non voleva essere portata via! Dove la volevano portare? E perchè, se lei non vuole?

Ero certa che la vecchia signora era debole e insicura proprio perchè non poteva confidarsi con nessuno. Succede spesso alle persone anziane se restano da sole. Diventano come bambini che hanno paura di tutto. E magari l'amministratore voleva approfittarne.


7 - Quando il gioco si fa duro…

Gli amici minimizzavano o erano scettici, ma non riuscirono a convincermi a lasciar perdere. Ma neanche volevano impegnarsi a fare qualcosa.
Così decisi di coinvolgere Riccardo, il segretario - e anche una specie di guardia del corpo - di papà. Lui é un bellissimo giovanotto capace e aitante (mamma mia se é bello!) che rispondeva sempre con un sorriso da fratello maggiore ai miei sguardi languidi, ma che comunque non sapeva dirmi di no.


D’accordo: il bel Riccardo mi promise che avrebbe fatto un'indagine sulla signora Meroni e soprattutto su Federico Ferri, l'amministratore. Se avesse trovato qualcosa di sospetto lui e io avremmo deciso insieme il passo successivo. Riccardo aveva un sacco di amici in tutti gli uffici che contano, e avrebbe certamente saputo tutto quello che serviva.

In effetti qualcosa di sospetto venne fuori: Ferri non aveva altre professioni oltre a quella di amministratore dei Meroni e poichè , a suo dire, la proprietà era in rovina, non si capiva come potesse permettersi la grossa auto e gli abiti costosi.

Così Riccardo accettò di fare quello che gli chiesi con grande insistenza, dopo aver pensato per tutta la notte e aver confabulato a lungo con i miei amici, il mattino successivo.



Presa l’auto di rappresentanza, Riccardo andò quindi alla Villa e, trovatovi nuovamente l'amministratore, dichiarò di essere un conoscente della signora Meroni e di essere venuto da lei per trattare l'acquisto della villa stessa, dopo averle parlato solo pochi giorni fa.

L'amministratore cadde dalle nuvole ma, di fronte all'aspetto deciso di Riccardo, non se la sentì di essere troppo arrogante. Ripetè che la signora Meroni era fuori città, in una casa di cura per un periodo di riposo, e quando Riccardo, con fare sempre più deciso, gli chiese l’indirizzo, non poté fare a meno di darglielo. Ma era proprio quello vero? Non potevamo certo esserne sicuri! In ogni caso, con un sorriso, Riccardo se ne andò dichiarando che sarebbe andato a trovare la signora Meroni entro un paio di giorni, per proporle l’affare.



8 - La trappola ha funzionato

Mentre l'auto di Riccardo usciva dal parco, io e i miei amici restammo in attesa dietro un angolo della strada. Avevamo deciso di fare dei turni, se avessimo dovuto aspettare a lungo. Ma la fortuna era dalla nostra parte: pochi minuti dopo ecco uscire rombando anche l'auto dell'amministratore che puntò decisamente verso la periferia. Da dietro l'angolo i miei amici con le loro moto scattarono in avanti mettendosi ad seguirlo senza farsi notare.


Il gruppo arrivò effettivamente ad una grande casa di cura, lontana una decina di chilometri. Arrivato per primo, l'amministratore si era catapultato all'interno in tutta fretta per uscirne poco dopo spingendo l’anziana signora Meroni su una sedia a rotelle. 

Era chiaro che Ferri stava portando via in fretta la signora per non farla trovare da Riccardo l'indomani.  Magari aveva intenzione di sparire anche lui, per concludere in sordina i suoi loschi affari.

Ma ecco che, chiamato in precedenza da me con il cellulare, come d'accordo, Riccardo arrivò con la sua macchinona, varcando proprio in quel momento l'ingresso della casa di cura e bloccando la partenza della mercedes di Ferri.


L'uomo era paonazzo mentre Riccardo si avvicinava alla signora Meroni con l'aria allegra di un vecchio amico. La signora lo fissava senza capire ma quando anch'io mi feci avanti scendendo dall'auto di Riccardo, ecco che lei mi riconobbe con un sorriso.

- Sei venuta a prendermi? Grazie tesoro! Io non volevo andar via. Diglielo anche tu. Io volevo proprio tornare a casa come dici tu.

Cortesemente ma fermamente, Riccardo fece salire la vecchia signora sulla sua auto, ripartendo insieme a me, mentre al signor Ferri, improvvisamente invecchiato di dieci anni, non restò che lasciarci andare impotente.
Credo che abbia passato veramente un brutto quarto d'ora... e anche di più!


9 - Si può essere anziani, ma comunque felici

Sono passati diverse settimane e il caso è stato completamente risolto. La signora Meroni sta benissimo, adesso, e, a parte qualche momento di confusione dovuta all'età, è perfettamente in grado di vivere nella sua casa, soprattutto dopo che il vecchio giardiniere ha accettato di buon grado di tornare e prendersi cura di lei e del giardino.

L'amministratore Ferri è proprio sparito. Si è scoperto che aveva un bel po' di debiti in giro e aveva promesso di ripianarli vendendo la villa ad un costruttore del luogo grazie ad una delega della signora Meroni, che sperava di ottenere raccontandole una situazione finanziaria più grave di quanto non fosse.
In realtà era lui che da anni speculava sui beni della proprietà intascandone i proventi. Ora che il gioco è scoperto ha pensato di darsela a gambe ad un passo dal colpo gobbo.

Purtroppo i soldi persi non sono recuperabili e la proprietà adesso è davvero in pericolo. Ma la signora Meroni ha accettato volentieri i miei consigli e soprattutto quelli di un nuovo amministratore.
Così ha risolto tutto nel migliore dei modi: ha chiamato altri vecchi amici a vivere con lei trasformando la villa in una specie di comunità per anziani dove tutti possono vivere meglio, mettendo in comune le rispettive risorse.



La villa è grande e c’è spazio per la loro indipendenza, pur restando insieme quando ne hanno voglia.
Grazie alla suddivisione delle spese e alla nuova gestione della proprietà, la villa sta per subire un radicale restauro per riportarla all'antico splendore. La stessa signora Meroni, grazie ai ritrovati contatti con la gente, è diventata meno svampita di una volta, riacquistando decisamente lucidità e gioia di vivere.

10 - Vecchie sagge finestre ci guardano

Anche noi ragazzi del club canottieri abbiamo avuto un grosso vantaggio: abbiamo ottenuto in uso un'ala della villa (le vecchie scuderie) trasformata in rimessaggio e deposito per le barche. In cambio cureremo tutta la parte della villa che dà sul fiume alleviando il lavoro del vecchio giardiniere. Lui comunque è il primo a godere della vicinanza di noi ragazzi e si aggrega spesso cucinando merende insuperabili su un gigantesco grill all’aperto alla fine di ogni giornata di attività.

Anche domenica scorsa Io e i miei  amici ridevamo come matti  e ci divertivamo intorno al tavolo,  mentre l'aroma della carne arrostita si diffondeva nell'aria e ognuno cercava di arraffare il pezzo migliore.
Dall’alto, con le imposte ridipinte da poco, le vecchie e sagge finestre della villa assistevano silenziose, ma non mi sembravano più tristi. Tutt'altro.





FINE









Nessun commento:

Posta un commento